
Tavolo Politico Unito Contro il Nuovo Ospedale nella Buca
Il Tavolo Politico per l’Ospedale di Desenzano, un’ampia coalizione di forze politiche, sindacali e realtà territoriali, esce pubblicamente oggi con un documento congiunto che solleva gravi criticità e forti preoccupazioni riguardo lo Studio di Fattibilità (Decreto del Direttore Generale nr. 639 del 27/12/2023) per la costruzione di un Nuovo Ospedale di Desenzano del Garda.
Il documento, sottoscritto tra gli altri da Partito Democratico, Azione, Movimento Cinque Stelle, Italia Viva, Partito Socialista Italiano, Alleanza Verdi e Sinistra, Possibile, Rifondazione Comunista, diverse Liste Civiche locali, CGIL, CISL, UIL, Legambiente e Slow Food , chiede con forza alla Regione Lombardia e all’ASST Garda di rivalutare la scelta aprioristica di una nuova edificazione, dando la priorità alla ristrutturazione dell’attuale Presidio Ospedaliero di Monte Croce.
I Punti Critici Rilevati: Meno Posti Letto e Sito Inadeguato
L’analisi dello Studio di Fattibilità ha evidenziato diverse problematiche ritenute “assolutamente non condivisibili”:
- Riduzione di Posti Letto: Il nuovo ospedale passerebbe da un totale attuale di 331 posti letto a soli 305, una riduzione “evidente e inconfutabile”. Questa scelta è in controtendenza con la crescente domanda di salute e porterebbe il rapporto posti letto/abitanti ben al di sotto della media OCSE e nazionale.
- Localizzazione Inappropriata: La nuova struttura è prevista in un’area identificata come “la buca” , descritta nello Studio stesso come “alla base di un compluvio tra le colline moreniche” con presenza di acqua a circa 2 metri di profondità. Non sono state esplicitate le spese future per la gestione di questo problema idrogeologico. Inoltre, una parte dell’area è all’interno di un PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale), comportando ulteriore consumo di suolo in una delle poche aree di pregio rimaste.
- Costi Sottostimati: L’importo complessivo previsto di circa € 142 milioni (€ 465K per posto letto) appare sottostimato. In particolare, sono previsti solo 7,4 Milioni di Euro per le attrezzature, una “cifra irrisoria rispetto alle reali esigenze”.
- Posizionamento Critico di Funzioni Chiave: Preoccupa la scelta di collocare il Pronto Soccorso al piano interrato e si sollevano dubbi sul posizionamento della piattaforma per l’elisoccorso.
- Abbandono di Strutture Recenti e Costi Sostenuti: L’abbandono previsto dell’attuale presidio, compresa la palazzina dei Poliambulatori, ultimata nel 2019 e antisismica, è giudicato come scarsa lungimiranza. Verranno di fatto “buttati” i soldi spesi per la messa a norma antincendio e sismica dell’attuale ospedale.
Appello per la Ristrutturazione e Valorizzazione dell’Esistente
Il Tavolo Politico ribadisce la necessità di arrivare a una struttura ospedaliera sicura a fronte del passaggio del Comune a zona sismica 2. Tuttavia, sottolinea come la ristrutturazione e la messa in sicurezza dell’esistente non siano state valutate con la dovuta accuratezza.
Si citano esempi di ristrutturazioni in presidi vicini, come l’Ospedale Borgo Roma di Verona (esoscheletro per circa 40 Milioni di Euro, mantenendo l’operatività) e l’Ospedale di Montichiari (messa in sicurezza sismica/antincendio per circa 16 Milioni di Euro), dimostrando che esistono alternative alla demolizione e ricostruzione.
L’attuale ospedale sorge sul Monte Croce, un luogo di “assoluto pregio ambientale” su un’area frutto di un lascito testamentario di Caterina Bagatta con un valore morale da non dimenticare, volto alla cura dei cittadini.
Il documento evidenzia che destinare minori costi alla struttura permetterebbe di dedicare maggiori risorse al personale qualificato, alla formazione e alla dotazione di strumentazione , elementi fondamentali per un Ospedale che è sede di DEA (Dipartimento di Emergenza-urgenza Accettazione), cruciale per l’utenza residente e per gli 8 Milioni di presenze turistiche annue sulla sponda bresciana del Garda.
Il Tavolo Politico chiede, dunque, di valutare seriamente le soluzioni alternative alla nuova costruzione, in particolare la ristrutturazione dell’esistente, per evitare ulteriore consumo di suolo e il rischio di speculazioni edilizie sull’area di pregio di Monte Croce